! Non hai alcuna fiducia in me, vero?"

"Ho fiducia nel tuo grande appetito per la distruzione e il caos," dice Remus. "Cioè, te stesso. Non pensi che Severus Piton abbia sofferto abbastanza?"

"No," dice Sirius sinceramente. "E chi ha detto qualcosa su Severus Piton? Penserei che tu abbia qualcosa contro di lui, nel modo in cui proietti le tue piccole fantasie di dolore e caccabombe sulla sua testolina innocente. Ora, Grosso-Cretino-Viscido-Peto, dall'altro canto, è un uomo che merita di soffrire."

"Beh, io non parteciperò."

"Non te lo chiederei. So che non lo faresti, essendo un così bravo e onesto giovane cittadino. Come indicato da quel piccolo distintivo lucente sul tuo maglione pulito e ben stirato."

"Non è stirato," protesta Remus, "è tutto raggrinzito e odora di cioccolata--"

Sirius fa un cenno con la mano con leggerezza. "Il punto è che non ti chiederei mai di fare qualcosa così chiaramente e evidentemente oltre i tuoi limiti. La tua partecipazione in questo Giorno dei Giorni dovrà essere strettamente volontaria."

"No, aspetta," obietta Remus, sentendosi insultato per ragioni che non riesce a identificare, "oltre i miei limiti? Non ci proverai nemmeno? Ci provi ogni anno."

"Sei una Persona Buona," dice Sirius seriamente. "Non c'è niente che tu ci possa fare, temo, e nemmeno io potrei. Sono sei anni che ci provo. No, ho paura che questo sia al di là delle tue possibilità, non ti arruolerò, e non chiederò la tua benedizione, e certamente non richiederò le tue considerabili capacità di ricercatore per scovare un modo per cambiare le parole d'ordine delle varie torri."

Remus